Continuano le tensioni nell’ambito della guerra in Iran con gli Usa che hanno negato per voce di Trump i presunti problemi con i Patriot.
Donald Trump ha negato che la riduzione delle scorte di munizioni sia un problema nell’ambito della guerra contro l’Iran. Il presidente degli Stati Uniti ha quindi smentito le notizie relative alla presunta problematica che avrebbe portato gli Stati Uniti a fare un passo indietro per quanto concerne nuovi attacchi contro Teheran. Ad ogni modo, i dialoghi per una nuova tregua vanno avanti con le parti che starebbero sospendendo i raid.

Guerra in Iran: Trump nega problemi con i Patriot
Come anticipato, il presidente americano Donald Trump ha negato i problemi legati ai Patriot che avrebbero portato gli Stati Uniti a desistere da nuovi attacchi contro l’Iran: “Disponiamo di molte più munizioni di chiunque altro al mondo, e ben oltre il nostro fabbisogno”, ha fatto sapere al Wall Street Journal. Intanto il tycoon è tornato ad ammonire l’Iran affidandosi all’intelligenza artificiale, anche se Teheran ha dichiarato di aver interrotto gli attacchi di rappresaglia nella regione dopo che gli Stati Uniti hanno sospeso i loro raid sul Paese.
I colloqui per la pace vanno a vanti
Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri dell’Oman, Sayyid Badr Albusaidi, per discutere delle relazioni bilaterali e del coordinamento congiunto al fine di allentare le tensioni regionali. Lo ha fatto sapere al Jazeera.
Da quanto si apprende, lo sceicco Mohammed ha sottolineato la necessità che tutte le parti si attengano al dialogo e alla diplomazia e attuino il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, garantendo in particolare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Mohammed ha anche rinnovato il pieno sostegno del Qatar agli sforzi volti a stemperare le tensioni e a raggiungere un accordo globale per una pace duratura nella regione.